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La holding e i suoi vantaggi fiscali: cosa cambia nel 2026

Immagine del redattore: Giuseppe Liturri
Giuseppe Liturri
27 mag
Tempo di lettura: 2 min

La holding è una società che, invece di produrre beni o servizi, detiene partecipazioni in altre società. È uno strumento molto usato per organizzare gruppi di imprese e patrimoni familiari, ma soprattutto per ottimizzare la fiscalità complessiva di un'attività. Vediamo perché conviene, con uno sguardo alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.


Eye-level view of a modern office building with glass facade
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A cosa serve fiscalmente una holding

Quando una persona possiede direttamente le quote di una società operativa, ogni utile che riceve come dividendo viene tassato come reddito personale. Se invece tra il socio e la società operativa si interpone una holding, i dividendi salgono prima alla holding, dove beneficiano di regimi fiscali molto favorevoli, e solo quando vengono effettivamente distribuiti al socio persona fisica scontano l'imposizione finale. Questo permette di reinvestire gli utili a livello di gruppo con un costo fiscale molto basso.

Il regime PEX sui dividendi e sulle plusvalenze

Il cuore dei vantaggi fiscali di una holding è il regime della Participation Exemption (PEX), previsto dall'articolo 87 del TUIR. Quando una holding incassa dividendi da una società partecipata, il 95% di quei dividendi è escluso dalla base imponibile e solo il 5% è soggetto a IRES. Lo stesso meccanismo si applica alle plusvalenze: se la holding vende una partecipazione realizzando un guadagno, il 95% di quel guadagno è esente. Tradotto in numeri, l'IRES effettiva su dividendi e plusvalenze è di circa l'1,2% (il 24% calcolato solo sul 5% imponibile).

Il consolidato fiscale di gruppo

Una holding che controlla più società operative può aderire al consolidato fiscale nazionale, a condizione di possedere più del 50% del capitale e dei diritti di voto in ciascuna controllata. Con questa opzione il gruppo determina un'unica base imponibile complessiva, compensando immediatamente gli utili di alcune società con le perdite di altre, senza dover aspettare il riporto delle perdite negli esercizi successivi. Si ottimizza così anche la gestione finanziaria, perché si possono compensare crediti e debiti d'imposta tra le diverse società.

Le novità della Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una stretta selettiva sui regimi di favore. La PEX e la dividend exemption restano in vigore con l'esenzione al 95% per i soggetti IRES, ma ora l'accesso al beneficio è subordinato a un requisito di "rilevanza economica" della partecipazione: il regime si applica solo se la partecipazione ceduta o detenuta rappresenta almeno il 5% del capitale della società partecipata oppure ha un valore fiscale di almeno 500.000 euro. L'obiettivo dichiarato è limitare il regime alle partecipazioni "vere", colpendo invece le strutture costruite solo per finalità di pianificazione fiscale.

Altri vantaggi pratici

Oltre agli aspetti puramente tributari, la holding consente di separare il patrimonio (immobili, marchi, partecipazioni) dal rischio operativo, di centralizzare la governance del gruppo, di facilitare il passaggio generazionale e di rendere più semplici operazioni straordinarie come l'ingresso di nuovi soci, fusioni o cessioni di rami d'azienda.

In sintesi

La holding rimane uno degli strumenti più efficaci per chi vuole organizzare un gruppo o un patrimonio in modo fiscalmente efficiente. Con le novità del 2026 è però necessario verificare con attenzione i requisiti di partecipazione, perché le agevolazioni non sono più "automatiche": vanno costruite e mantenute con una struttura sostanziale, non solo formale.

 
 
 

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