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Iperammortamento 2026-2028: cos'è e come funziona

  • Immagine del redattore: Giuseppe Liturri
    Giuseppe Liturri
  • 27 mag
  • Tempo di lettura: 2 min


L'iperammortamento è tornato. Con la Legge di Bilancio 2026 il governo ha riattivato, per il triennio 2026-2028, una delle agevolazioni fiscali più importanti per chi investe in innovazione: una maxi-deduzione che permette alle imprese di "scaricare" dalle tasse molto più del costo effettivo dei beni acquistati.


Eye-level view of a calculator and financial documents on a desk
Eye-level view of a calculator and financial documents on a desk


Quando un'azienda compra un macchinario o un software innovativo, normalmente lo ammortizza, cioè ne deduce il costo dalle imposte un po' alla volta, anno dopo anno. Con l'iperammortamento il valore del bene viene "gonfiato" ai soli fini fiscali: l'impresa deduce molto più di quanto ha realmente speso, pagando così meno IRES o IRPEF.

Quando vale

L'agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Le aliquote (la parte concreta)

La maggiorazione del costo si applica a scaglioni:

  • +180% sugli investimenti fino a 2,5 milioni di euro

  • +100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni di euro

  • +50% sulla quota tra 10 e 20 milioni di euro

Esempio pratico: un macchinario da 100.000 euro viene considerato, ai fini delle imposte, come se fosse costato 280.000 euro. È su questa cifra "maggiorata" che si calcolano le quote di ammortamento deducibili.

Quali beni rientrano

Sono agevolabili due famiglie di investimenti. Da un lato i beni materiali e immateriali per la trasformazione tecnologica e digitale dell'impresa, cioè i classici beni "Industria 4.0" elencati negli allegati IV e V della legge n. 199/2025 (software compreso, che torna agevolabile dal 2026). Dall'altro lato i beni materiali destinati all'autoproduzione e all'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, inclusi i sistemi di accumulo.

Chi può usarla

Tutte le imprese che producono reddito d'impresa, senza limiti di dimensione: micro, piccole, medie e grandi. Unica condizione: l'investimento deve essere realizzato in Italia.

Aspetti fiscali

L'iperammortamento riduce l'imponibile IRPEF e IRES, ma non ha effetto ai fini IRAP. Le regole operative sono state definite dal decreto attuativo firmato il 4 maggio 2026 dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministro dell'Economia.

Perché conviene

Per un'azienda che sta valutando di rinnovare macchinari, investire in digitalizzazione o installare un impianto fotovoltaico per autoconsumo, l'iperammortamento può tradursi in un risparmio fiscale molto consistente, che di fatto abbassa il costo reale dell'investimento. Tre anni di tempo (con la coda fino a settembre 2028) sono una finestra ampia per pianificare gli acquisti senza fretta.


 
 
 

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